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domenica 12 Aprile 2026
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La forza dei nervi distesi: Floro Flores guida senza abbassare la guardia

Il traguardo è stato raggiunto, ma la tensione non si è sciolta del tutto. Nella conferenza stampa, Antonio Floro Flores si presenta con un’aria diversa: più rilassata, quasi leggera, ma tutt’altro che appagata. Il sorriso è quello dei giorni migliori, i capelli tagliati – “non per scaramanzia”, precisa – e lo sguardo già rivolto oltre. La Serie B è un pensiero concreto, non più un’idea lontana. La sera precedente ha osservato con attenzione Frosinone-Palermo, sfida che considera “di livello importante”. Non un primo approccio, ma un ulteriore tassello di studio.

Eppure, guai a parlare di rilassatezza. La Serie C resta un impegno da onorare fino in fondo. Floro Flores è netto: il rispetto per gli avversari viene prima di tutto. La squadra, racconta, ha ripreso a lavorare con intensità immediatamente dopo i festeggiamenti. Nessun calo, nessuna distrazione. Solo una naturale convivenza tra ambizione collettiva e obiettivi personali: chi insegue gol, chi spazio, chi una conferma in vista della prossima stagione. Ma una cosa è chiara: non ci saranno concessioni. “Non voglio regalare niente a nessuno”.

Sul piano pratico, però, le difficoltà non mancano. Il centrocampo è il reparto più colpito: Maita è fermo per infortunio, Prisco squalificato, Mehic indisponibile da settimane. Le scelte diventano obbligate, e allora spazio a una coppia inedita ma promettente: Kouan e Talia. Floro Flores non cerca alibi, anzi trasforma l’emergenza in opportunità. Per loro sarà un test importante, per lui una risposta in più in chiave futura. Perché, anche in un momento apparentemente più leggero, perdere non è contemplato: “Non mi piace neanche in amichevole”.

C’è poi lo sguardo rivolto ai giovani, terreno su cui il tecnico mostra particolare sensibilità. La “nidiata” del 2008 è pronta a bussare alla porta della prima squadra. Alcuni nomi sono già noti, altri meno. Tra questi, spicca la scelta di convocare il giovane Donatiello. Non una decisione simbolica, ma meritata. Floro Flores sottolinea il percorso del ragazzo, fatto di sacrifici e difficoltà, e lo presenta come una presenza reale, non un premio: “È proprio bravo. Ci sarà”.

Per il resto, l’ossatura della squadra resterà quella abituale. Il tecnico ha sondato la disponibilità del gruppo, chiedendo se qualcuno avesse bisogno di rifiatare. Nessuna risposta. Nessuno vuole fermarsi. Un segnale forte, che racconta molto dello spirito interno. Ma alla fine, come ribadisce con naturale fermezza, la decisione spetta sempre a lui. E chi scenderà in campo rappresenterà, senza eccezioni, “la squadra migliore”.

In sintesi, è la fotografia di una squadra che ha raggiunto un obiettivo ma non ha perso fame. E di un allenatore che, anche con i nervi distesi, continua a pretendere il massimo. Perché il futuro è già iniziato, ma il presente merita ancora rispetto.

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