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martedì 7 Aprile 2026
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Benevento in festa: la cavalcata vincente e l’emozione di Antonio Floro Flores verso la Serie B

Altro che semplice gita fuori porta: questa Pasquetta entra di diritto nella storia del Benevento. Sotto il sole di Salerno, con il mare a fare da cornice all’Arechi, arriva la certezza matematica della promozione in Serie B. Un traguardo atteso tre anni, conquistato con largo anticipo e al termine di una stagione straordinaria, fatta di record e di un calcio brillante che ha entusiasmato tutti.

In panchina, al timone di questa cavalcata, c’è Antonio Floro Flores, visibilmente emozionato al triplice fischio. Le sue parole raccontano più di qualsiasi analisi tattica: “Finalmente possiamo dirlo, siamo in Serie B. Sono state settimane complicate, la pressione era tanta, ma ho sempre creduto in questo gruppo. Ho trovato uomini veri, anche se per molti era la prima esperienza di questo tipo. È un’emozione difficile da spiegare”.

L’allenatore sottolinea il percorso fatto, partito tra dubbi e timori personali: “Quando sono arrivato sapevo qual era l’obiettivo della società, ma dentro avevo anche paura. Venivo dal calcio giovanile, mi ritrovavo a guidare professionisti. Ho chiesto qualcosa di straordinario e, dopo la svolta di Cosenza, è iniziato tutto. Da lì non ci siamo più fermati”.

Quella del Benevento è stata una crescita continua, costruita sull’equilibrio e sull’unità del gruppo: “Non abbiamo mai perso l’armonia. Vedere i ragazzi festeggiare è la soddisfazione più grande. Il calcio è questo: stare bene insieme e condividere un obiettivo”.

Per Floro Flores questa promozione ha anche un significato personale profondo: “Sognavo tutto questo da quando ho smesso di giocare. Lo dedico ai tifosi e alla mia famiglia, che mi è stata vicino anche nei momenti più difficili. Dopo il nostro gol continuavo a guardare cosa succedeva sugli altri campi: è stata un’attesa infinita. Poi la liberazione”.

Non manca un pensiero per la società e per chi ha creduto in lui fin dal primo giorno: “Il primo abbraccio è stato per il presidente. Mi ha sempre sostenuto, anche quando avevo dubbi. Mi ha dato la forza per affrontare ogni settimana”. E anche verso i tifosi inizialmente scettici: “Li capisco, lo ero anch’io. Ma credo abbiano visto una persona sincera, che dice sempre ciò che pensa”.

Nonostante la festa, lo sguardo è già proiettato avanti: “Adesso qualche giorno di riposo, ma poi si torna a lavorare. Vogliamo continuare a vincere e puntare anche alla Supercoppa. Questa è una società ambiziosa e dobbiamo restare concentrati”.

Infine, una riflessione sul suo percorso personale: da calciatore dal carattere acceso a tecnico più riflessivo. “Da giocatore ero impulsivo, oggi ho capito quanto sia importante saper aspettare. Non pensavo di fare l’allenatore, ma ora voglio migliorarmi ogni giorno. Umiltà e ascolto sono fondamentali”.

E mentre Benevento si prepara a celebrare, resta la sensazione di aver assistito non solo a una promozione, ma alla nascita di una squadra e di un allenatore pronti a scrivere nuove pagine.

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